Articolo

Redazione CNA Next

Dal confronto con imprenditori ed esperti del settore proveremo a far emergere proposte che mirino a rendere – attraverso le tecnologie – il rapporto tra imprese e PA più semplice e sereno.

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Email 0 Flares ×

CNA NeXT Innofare del 4 -5 Ottobre 2014 all’interno della Maker Faire Roma vuole tracciare insieme ad artigiani e PMI l’identikit dell’innovazione.
Sono tanti i temi da affrontare per innovare le imprese del nostro Paese, uno di questi è l’ #egov.
Ne parliamo con Ernesto Belisario, speaker di Innofare e moderatore del tavolo: “E-gov: usare il digitale per semplificare i rapporti con la PA e accrescere la competitività delle imprese“. Registrati al tavolo e partecipa alla discussione.

Le due giornate di Innofare 2014 del 4-5 ottobre sono caratterizzate da tre momenti distinti: incontro, discussione e confronto.
Quanto è importante lo scambio dialettico di idee e progetti per promuovere la consapevolezza delle opportunità offerte dall’innovazione?

Partiamo da un presupposto: nella società dell’informazione nessuno ha il monopolio delle buone idee. Per questo motivo, occasioni di incontro e confronto sono necessarie, non solo per condividere problemi e progetti ma anche e soprattutto per formulare proposte.

Questo vale specialmente in Italia dove, nonostante il cambio generazionale, i decisori – di tutti i livelli – non appaiono ancora davvero consapevoli delle opportunità offerte dal digitale e, sotto questo punto di vista, si pongono in decisa continuità con la vecchia classe dirigente che nell’ultimo ventennio è stata la causa del ritardo italiano nel processo di digitalizzazione del settore pubblico e privato.

L’obiettivo finale di Innofare 2014 è tracciare l’identikit dell’innovazione e confrontarsi con politici e istituzioni sulla messa in atto di azioni concrete. Quanto è importante il coinvolgimento delle istituzioni nel processo di innovazione del nostro Paese?

A mio avviso, il coinvolgimento delle istituzioni nel processo di innovazione deve essere duplice:
- da un lato, le istituzioni devono essere in grado di innovare se stesse, adeguando i propri meccanismi decisionali (che magari andavano bene all’inizio del secolo scorso) e gli strumenti con cui interagiscono con i cittadini e, più in generale, con i portatori di interesse;
- dall’altro, devono creare le condizioni per la promozione di una cultura dell’innovazione e dello sviluppo dell’economia digitale.

Ma per farlo è necessario essere molto ambiziosi e consapevoli che è un percorso che non si esaurisce con una conferenza stampa, ma richiede anni di lavoro e di investimenti.

La fase di discussione di Innofare 2014 prevede ben 9 tavoli all’interno dei quali confrontarsi su tematiche importanti riguardo l’innovazione. Nel tavolo che Lei modera si parla di #egov. Quanto conta la semplificazione dei rapporti con la PA attraverso la digitalizzazione per accrescere la competitività delle imprese italiane?

Tanto. Molto più di quanto si pensi. Sarebbe riduttivo, infatti, pensare che le nuove tecnologie servano solo alla spending review, liberando risorse che possono essere utilizzate per la crescita dell’economia digitale.
Il settore pubblico può essere driver di innovazione per l’intero Paese. Il digitale, se correttamente coniugato, infatti, fa rima con semplificazione (e quindi riduzione degli oneri a carico delle imprese) ed attrazione degli investimenti (è difficile che investitori non italiani accettino i bizantinismi che, ancora oggi, la nostra PA richiede).
Non è un caso che i Paesi più evoluti dal punto di vista dell’e-gov (come Corea del Sud e USA) siano tra quelli in cui la digital economy è più solida.

Questo significa che se la PA non sarà presto in grado di colmare il gap di digitalizzazione che la separa dagli altri Paesi (non solo europei), rischia di diventare uno dei più importanti freni alla crescita economica dell’Italia.

È per questo che sono molto contento di lavorare al tavolo che, nel corso del Next, si occuperà di questo tema. Dal confronto con imprenditori ed esperti del settore proveremo a far emergere proposte che mirino a rendere – attraverso le tecnologie – il rapporto tra imprese e PA più semplice e sereno.

Perché tutti questi ritardi nel processo di digitalizzazione della PA?

I fattori sono numerosi: sicuramente l’assenza di una strategia che andasse oltre “interventi spot” e di investimenti (siamo specialisti della “innovazione a costo zero”).
A questo va aggiunto che le norme della PA digitale non sono state scritte tenendo conto della realtà delle amministrazioni e dei bisogni dei cittadini e quindi sono – paradossalmente – rimaste sulla carta (anche a causa di un inefficiente quadro sanzionatorio).

Si tratta di uno degli elementi che affronteremo nel corso della discussione al tavolo #egov: quali sono gli ostacoli che hanno frenato la semplificazione? Quali i servizi da digitalizzare per primi?
Partiremo da qui, dai bisogni delle imprese per formulare le proposte che saranno consegnate a Governo e Parlamento.

Quanto influiscono le infrastrutture nel processo di digitalizzazione della PA?

Le infrastrutture sono sicuramente fondamentali, ma bisogna fare attenzione: il rischio è quello di aspettare ancora anni prima di poter fruire dei servizi online.
E invece ci sono semplificazioni che sono possibili già da tempo e che sono alla portata di tutti i livelli amministrativi, grazie alle nuove tecnologie.

Compito del tavolo #egov sarà proprio questo: cercare di capire dove si può intervenire fin da subito, anche senza la necessità di modifiche normative. Magari provando ad individuare buone prassi da replicare per raggiungere l’obiettivo più velocemente.

Innofare 2014 è organizzato da CNA Giovani Imprenditori. Si parla spesso di start-up e di aziende create da giovani.
Può esserci sviluppo e crescita senza innovazione? Cosa serve oggi ai giovani per intraprendere un’attività imprenditoriale? Su cosa devono puntare e cosa, invece, va evitato?

L’errore che non devono fare i giovani, nell’impresa come nelle professioni, è pensare di poter lavorare come le generazioni precedenti, in omaggio al vecchio adagio per cui “si è sempre fatto così”.
L’avvento del web e del digitale offre a tutti, anche a chi svolge le professioni apparentemente più tradizionali, nuovi strumenti, che aprono scenari lavorativi e di business impensabili solo fino a pochi anni fa.
Penso al mio lavoro di artigiano del diritto, ad esempio. Quando quindici anni fa ho iniziato ad occuparmi di PA digitale e commercio elettronico provavo semplicemente a capire come il diritto potesse aiutare il processo di innovazione.
Questo, ovviamente, ha fatto si che io iniziassi ad utilizzare le tecnologie anche per l’esercizio della mia attività: sito web, blog, social. Tutti strumenti che mi hanno consentito, a differenza di chi si è specializzato nei settori tradizionali, di crescere e di cogliere tante incredibili opportunità.
Come quella di partecipare al Next e contribuire a scrivere proposte per il futuro di questo Paese.

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Email 0 Flares ×