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Redazione CNA Next

Spesso si pensa che economia e digitale siano separati, invece è proprio il digitale che ci aiuta ad uscire dallo stallo dell’economia. L'ecommerce è una risorsa concreta che va sfruttata, ora.

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CNA NeXT Innofare del 4 -5 Ottobre 2014 all’interno della Maker Faire Roma vuole tracciare insieme ad artigiani e PMI l’identikit dell’innovazione.
Tra i temi da affrontare per innovare le imprese del nostro Paese, uno di questi è l’#ecommerce.
Ne parliamo con Martina Pennisi, moderatore del tavolo: “Dall’e-Commerce al Mobile Payment, vendere nell’era dei Social Network“. Registrati al tavolo e partecipa alla discussione.

Le due giornate di Innofare 2014 del 4-5 ottobre sono caratterizzate da tre momenti distinti: incontro, discussione e confronto. Quanto è importante lo scambio dialettico di idee e progetti per promuovere la consapevolezza delle opportunità offerte dall’innovazione?

In Italia questo è tutto, perché il mercato digitale, le startup, l’economia digitale si stanno muovendo con un ritmo che comincia ad essere interessante, anche a livello legislativo. Parlo ad esempio dell’area di cui mi occuperò io a Innofare, l’obbligo del POS per i professionisti ha dato una spinta.
Ciò vuol dire che stiamo iniziando a muoverci, ma quello che manca è l’alfabetizzazione, a partire dalle scuole ma anche nelle imprese. I professionisti, coloro che lavorano e fanno PIL hanno bisogno di capire di cosa si sta parlando, quali sono gli strumenti, quali sono i rischi e le opportunità.
Eventi come Innofare in cui si parla, si metto le cose sul tavolo e le si guarda da tutti i lati, anche quelli negativi, sono sicuramente importanti.

L’obiettivo finale di Innofare 2014 è tracciare l’identikit dell’innovazione e confrontarsi con politici e istituzioni sulla messa in atto di azioni concrete. Quanto è importante il coinvolgimento delle istituzioni nel processo di innovazione del nostro Paese?

Anche questo aspetto in Italia è importantissimo. Il nostro Presidente del Consiglio si sta dimostrando abbastanza sensibile a queste tematiche, ad esempio nel piano scuola il digitale ha un ruolo rilevante, però è altrettanto necessario che le cose poi vadano fatte, perché le intenzioni delle istituzioni non bastano.
Sensibilizzare le istituzioni su questi temi con eventi come Innofare, portando idee, opinioni e proposte è fondamentale per far arrivare le tematiche all’ordine del giorno.
L’intento c’è, ma spesso si pensa che economia e digitale siano separati, invece è proprio il digitale che ci aiuta ad uscire dallo stallo dell’economia.

La fase di discussione di Innofare 2014 prevede ben 9 tavoli all’interno dei quali confrontarsi su tematiche importanti riguardo l’innovazione. Nel tavolo che Lei modera si parla di #ecommerce. Come possono artigiani e PMI sfruttare le possibilità di vendita online, mantenendo sicurezza e profitto?

La vendita online per le PMI italiane deve essere la vetrina per uscire dai propri confini, allargare il target, andare a vendere all’estero. Tutto sta nel fare le cose in maniera corretta, iniziare un processo che non è solo vendere online prodotti e servizi ma farlo con cognizione di causa.
Il tavolo che modero è un’occasione per parlare di ecommerce in maniera concreta, non solo come un qualcosa a cui si pensa senza mai strutturarlo.

Quali problemi si incontrano solitamente approcciandosi all’ecommerce?

Il vero problema riguarda la consapevolezza dell’utilità o meno dell’ecommerce per la propria azienda, capire il budget da stanziare e poi la visibilità. Fare l’ecommerce fine a sé stesso significa buttare un sasso nello stagno per poi ritrovarsi a non vendere.
Questo succede quando non si analizza a fondo lo scenario e il proprio progetto.

La legislazione italiana favorisce la diffusione della vendita online tra le aziende italiane?

La legislazione c’è, la spinta deve arrivare dai commercianti. Esiste il problema della fiducia nell’acquisto online: un esercente italiano che si rivolge ad un pubblico italiano si scontra con l’arretratezza dell’ecommerce rispetto agli altri paesi.
Il problema riguarda sempre l’alfabetizzazione e la sicurezza.

Innofare 2014 è organizzato da CNA Giovani Imprenditori. Si parla spesso di start-up e di aziende create da giovani.
Può esserci sviluppo e crescita senza innovazione? Cosa serve oggi ai giovani per intraprendere un’attività imprenditoriale? Su cosa devono puntare e cosa, invece, va evitato?

I giovani devono puntare su un’idea che sia concreta, realizzabile e che risponda ad una domanda esistente. In questo momento in cui la spinta per i giovani è l’attività in proprio, si rischia di puntare su idee irrealizzabili, quando invece occorre analizzare il mercato e valutare i bisogni esistenti, puntando a risolvere un problema.
È importante valutare bene il settore in cui si vuole entrare e il target a cui ci si rivolge, in modo concreto e ponderato.

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