Evento

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L’evento CNANeXT e Digital Makers per fare il punto sulle opportunità concesse dall’e-commerce allo sviluppo commerciale e all’internazionalizzazione delle imprese artigianali. La community delle startup italiane che vendono Made in in Italy si è incontrata a Firenze.

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Il quadro che emerge dai resoconti dei protagonisti fa pensare che anche in Italia sia prendendo piede quel rinascimento manifatturiero di cui ha parlato in apertura dei lavori Roberto Scaccia imprenditore italiano trapiantato in California oggi a capo di Zanoby. I progressi ottenuti dalle imprese selezionate da Francesca Mazzocchi testimoniano di una crescita di qualità e risultati abbastanza sorprendente per un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo: il che fa ben sperare per il futuro.

Ha iniziato la sequenza dei pitch Alberto D’OttaviBlomming è ormai una realtà importante disocial commerce con numeri in forte crescita (50.000 utenti registrati e 20.000 shop attivi nel 2013). Una parte importante della crescita di Blomming è legata a un processo di apertura al di fuori dei confini nazionali che riguarda sia la domanda che l’offerta (la metà degli shop ormai è di operatori non italiani).

Le presentazioni successive hanno dimostrato l’attenzione di tanti progetti per settori specifici di attività su cui concentrare l’attenzione. Make Tank ha investito su una specializzazione in chiave tecnologica, focalizzando l’attenzione sul tema dei maker e del digital manufacturing; Clipit e Slowd puntano su una verticalizzazione a livello settoriale, investendo sul design (anche se con proposte diverse); Reputeka ha abbracciato il tema dell’artigianato artistico; il progetto Primato Pugliese si specializza invece su basegeografica, proponendo propondo i migliori artigiani e artisti di una specifica regione.

Sul versante “business model”, la tendenza esplicitata dalle testimonianze è quella di orientarsi verso il mercato dei servizi, candidandosi a fornire un sostegno all’offerta rispetto ad attività critiche come la comunicazione, la logistica, la gestione delle vendite. Questa attenzione ai servizi fa sfumare di molto le tradizionali differenze fra start up digitali e progetti innovativi legati a comunicazione e design. Ulaola punta a costruire un ponte fra artigiani e clienti finali scommettendo in maniera significativa sul rapporto con Milano Makers, un percorso non troppo diverso da quello proposto da Whomade che dal 2007 sostiene artigiani italiani e non attraverso un dialogo serrato con designer e comunicatori (molto interessante il progetto Segno Artigiano sviluppato in Val Camonica).

I risultati testimoniati dalle imprese coinvolte raccontano di una crescita importante, che inizia a configurare un verso di marcia abbastanza chiaramente identificabile. Il senso di questa evoluzione è stato sintetizzato da una battuta di Andrea Di Benedetto, presidente di CNA giovani: il nostro futuro sta nel passare rapidamente dal taylorismo (le catene di montaggio che hanno segnato la produzione di massa) al tailorismo (nel senso di un’economia a misura di uomo). Chi aveva pensato a un’economia inesorabilmente destinata al “fast and cheap” – ha aggiunto Di Benedetto – deve ricredersi. La rete non è solo uno strumento per trovare i prodotti al miglior prezzo; costituisce piuttosto uno strumento formidabile per mettere in primo piano il produttore (la sua storia, la sua capacità di lavoro, le sue passioni) piuttosto che il prodotto (e il suo valore di mercato).

Sul futuro. La scommessa di questa e di altre piattaforme è riuscire a consolidare in breve una presenza estera, coinvolgendo operatori e domanda di altri paesi. Le imprese che hanno sfilato a Fortezza da Basso hanno dimostrato di essere molto più che felici intuizioni. Oggi tuttavia questo non basta. Di questi tempi bisogna fare un passo in più, andando a cercare opportunità in quei paesi dove l’economia cresce più che in Italia e in Europa.

Su questo fronte si gioca molto del successo di questi progetti e soprattutto la loro capacità di trascinare un comparto in affanno. Appuntamento al prossimo anno.

Credits: questo articolo è stato pubblicato su First Draft da Stefano Micelli in data 24/04/2013
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