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Derrick De Kerchove

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nato in Belgio nel 1944 e naturalizzato Canadese, è professore al Dipartimento di Francese all’Università di Toronto, dove ha conseguito il Ph. D. in Lingua e Letteratura Francese nel 1975; consegue un altro Ph. D. in Sociologia dell’Arte all’Università di Tours (Francia) nel 1979. E’stato membro del McLuhan Program in Culture and Technology di Toronto dal 1972 al [...]

nato in Belgio nel 1944 e naturalizzato Canadese, è professore al Dipartimento di Francese all’Università di Toronto, dove ha conseguito il Ph. D. in Lingua e Letteratura Francese nel 1975; consegue un altro Ph. D. in Sociologia dell’Arte all’Università di Tours (Francia) nel 1979. E’stato membro del McLuhan Program in Culture and Technology di Toronto dal 1972 al 1980, di cui è l’attuale direttore. Il Programma McLuhan, così come il lavoro di McLuhan stesso, è indirizzato alla comprensione di come le tecnologie influenzano e influenzeranno la società. De Kerchove è un consulente dei media e delle iniziative culturali, e ha partecipato nella preparazione e nell’ideazione del padiglione di Ontario all’Expo ’92 di Siviglia (Spagna), all’esposizione Canada in Space e al Centro di trasmissione della Canadian Broadcasting Company. E’ stato recentemente membro della commissione incaricata della progettazione di una politica culturale per la comunità francofona in Ontario e del Comitato governativo di Ontario sulla strategia di telecomunicazioni. Oltre alle attività pedagogiche ed accademiche lavora a un progetto architettonico, urbanistico e tecnologico che dovrà realizzare l’idea di una Piazza per il Villaggio Globale attraverso una interconnessione video-comunicativa permanente fra le piazze di alcune città nel mondo: Napoli, Milano, Siena, Parigi, Varsavia, San Paolo, Seul; l’esperimento in corso spera di ispirare altre città a divenire nodi di questa Global Village Square. Si occupa da anni delle interazioni tra la tecnologia e il corpo, i media e la cultura, l’arte e la comunicazione, svolgendo studi sperimentali sul rapporto tra cervello umano e nuove tecnologie comunicative. Il suo lavoro su Media, Internet e intelligenza connettiva lo ha reso uno dei più autorevoli teorici della comunicazione.