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Stefano Micelli

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Nato a Udine 1966 è dal 2003 professore associato di Economia e Gestione delle Imprese presso la Facoltà di Economia l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2000 al 2003 è stato professore associato di Economia e Gestione delle Imprese  presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. E’ dean di Venice International University e [...]

Nato a Udine 1966 è dal 2003 professore associato di Economia e Gestione delle Imprese presso la Facoltà di Economia l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2000 al 2003 è stato professore associato di Economia e Gestione delle Imprese  presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. E’ dean di Venice International University e presso la stessa istituzione è direttore del centro di ricerca TeDIS (Technologies for Distributed Intelligence Systems). E’ inoltre presidente del COSES (Consorzio per la Ricerca e la Formazione) a Venezia. Le sue attività di ricerca si sono concentrate sul tema della competitività delle piccole e medie imprese e dei distretti industriali. Si è occupato dei processi di diffusione delle nuove tecnologie nei distretti industriali italiani. Inoltre, ha analizzato i percorsi di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e dei distretti industriali in relazione alla crescente globalizzazione dei processi economici. Più recentemente, ha studiato il tema del design e della creatività quali fattori sui quali ripensare il vantaggio competitivo delle piccole e medie imprese italiane. È autore di diversi articoli e volumi sulle ICT e sui distretti industriali italiani. Nel campo del marketing e della comunicazione ha approfondito il tema dell’impatto delle nuove tecnologie ICT nella trasformazione dei rapporti tra impresa e consumatori, e in particolare ha analizzato il tema delle comunità virtuali di consumatori. È autore di diversi articoli e volumi fra cui “Futuro Artigiano” (ed. Marsilio – 2011), manifesto di un nuovo immaginario per l’industria italiana, al centro del lavoro è lo studio e la pratica della virtuosa contaminazione possibile tra lavoro artigiano ed economia globale.